Ben Simmons alla resa dei conti

A cura di Angelo Carbone

4 Set, 2021

Ormai si può affermare con certezza: Ben Simmons è l’Enrique Iglesias dell’NBA. Così come il cantante spagnolo ogni estate ci propina un nuovo pezzo onnipresente ed inevitabile, così la star Australiana regala temi che accompagnano l’intera offseason. Dall’essere draftato infortunato come prima scelta con la consapevolezza che la prima stagione non l’avrebbe giocata, ai video di lui in palestre vuote che segna triple alla Steph Curry fino ai rumors di trade di quest’anno, Simmons sembra terminare la stagione con il preciso intento di alimentare le testate sportive di mezzo mondo.

Per questa stagione però, ha deciso di dare il massimo. Prima ha inondato Instagram con suoi video di allenamento al tiro, che possono ingannare i più inesperti ma che non coglieranno certo impreparati i fan più attenti dell’NBA. D’altronde, chi non ricorda Hoodie Melo che domina l’estate per poi iniziare invece il suo lento declino. Poi, ha Simmons ha avviato una guerra interna con i Sixers, chiedendo di essere scambiato e affermando che non si presenterà al training camp in caso contrario.

Questo è l’esito inevitabile di una storia d’amore mai pienamente sbocciata. Simmons è senza dubbio uno dei giocatori più talentuosi della lega, un play puro nato nel corpo di un centro che comunque ha saputo avere un impatto notevole nella lega: 3 volte All-Star, Terzo team All-Defense e secondo per il titolo di Difensore dell’anno. Il problema nasce dai suoi limiti tecnici e caratteriali, convivere con Embiid quando si è completamente sprovvisti di tiro è complicato, giocare con l’estroversa star camerunense in una piazza calda ed emotiva come Philly quando si soffre la pressione è praticamente impossibile. Il collasso dell’australiano nella serie contro Atlanta di quest’anno ne è esempio lampante, con errori banali e, soprattutto, azioni confuse (resterà negli annali la sua scelta di rinunciare ad una schiacciata a campo aperto per invece scaricare su Thybulle marcato da due uomini).

Ora, i Sixers non si sono di certo fasciati la testa alla richiesta di Simmons, anzi. Philly ha già provato in passato a scambiarlo, in particolare per Harden la scorsa stagione. Il problema nasce però dalla completa asimmetria tra le richieste di Morey e le condizioni di mercato: il GM chiede per Simmons un pacchetto di ritorno simile a quello incassato da Houston per il Barba (1 All-Star + 3 o 4 scelte al Draft). La lega, invece, valuta Simmons in base a quanto visto ai playoff, ovvero un giocatore i cui limiti superano le proprie capacità, e non è pronta ad accontentare le richieste del team che fu di Iverson. Inoltre, a rendere ancora meno realistiche le richieste di Morey, va considerato che al momento di All-Star scambiabili o quasi ce ne sono solo due: Lillard e Beal.

Entrambi sarebbero perfetti per Philadelphia, guardie capaci di spaziare per Embiid e di guidare l’attacco, ma al contrario Simmons non sarebbe perfetto per i Blazers o i Warriors, che in caso di trade cercherebbero più che altro di rifondare la rosa con un pacchetto di giovani giocatori e scelte varie. Per portare a termine l’operazione, servirebbe quindi un ulteriore partner, interessato a Simmons e pronto a mandare in giro una pletora di scelte e giovani, permettendo così a Lillard/Beal di atterrare nella città dell’amore fraterno, destinazione che sicuramente i due non disdegnerebbero. Insomma, una situazione non banale in cui la minaccia di Ben di non presentarsi al training camp complica ulteriormente la posizione di Philadelphia.

Morey potrebbe giocare duro e scegliere di non scambiare finchè non riceverà l’offerta giusta, ma allo stesso modo le altre squadre potrebbero attendere senza alzare l’offerta, consci che Simmons, che ha ancora 4 anni di contratto, non andrà da nessuna parte. In questa gara di sguardi, probabile che alla fine il buon senso abbia la meglio e si possa trovare un compromesso a metà strada. Oltre ad un pacchetto di scelte, Indiana potrebbe mettere sul piatto Brogdon, San Antonio invece Murray e Walker, Sacramento ha sempre Haliburton… di opzioni funzionali da far coesistere con Embiid per Philly ce ne sono, dipenderà tutto da chi sarà per primo a cedere tra le parti.

Quel che è sicuro è che ancora una volta Ben Simmons è al centro del ciclone e le pressioni su di lui la prossima stagione saranno alle stelle.

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