Chi si ricorda di Saadi Gheddafi? Il figlio dell’ex leader libico torna libero

A cura di Domenico Caliendo

30 Set, 2021

Questa è una storia fatta di personaggi controversi e legati da un filo sottile che passa per la dittatura, attraversa intrighi politici e passa tra le gengive di Luciano Gaucci, per poi tornare prepotentemente intorno al cotechino servito nelle carceri libiche.

Ma come può una storia finire bene, se nell’incipit viene nominato Gaucci (che senza una a nel cognome avrebbe potuto vendere accessori di alta moda e farci milioni)? Infatti è una storia che inizia malissimo e finisce anche peggio. Ma andiamo per ordine: si sa che la vita di un giocatore è fatta di gravidanze e festini da ubriaco nel suo periodo da teenager, di redenzione e duro lavoro nei 20-30, di polemiche con l’allenatore e addii strappalacrime nella parte finale, ma solo dopo è possibile diventare un politico. Ma attenzione, parliamo di un giocatore che di cognome fa Gheddafi, quindi sufficientemente fuori dagli schemi da non seguire l’ordine naturale delle cose.

Libia, torna libero Saadi, il figlio di Gheddafi: il clan rivuole il potere  - la Repubblica

Gheddafi, figlio dell’ex leader libico Mu’Ammar, inizia la sua carriera nel Al-Alhy Tripoli ma è solo nel Al-Ittihad Tripoli che si fa notare da squadre del calibro di Ternana, Venezia e Perugia. Ed è nell’ultima che giocherà, nel 2004 (in Serie A), una delle sue partite in Italia, tra l’altro la penultima della sua carriera. Prima di sbarcare nella società umbra, però, vale la pena ricordare che in patria aveva segnato 23 reti in 100 partite.

Tutto normale, direte voi. Magari è solo un blando tentativo di additare un calciatore per il suo cognome e un legame con una persona completamente diversa. Beh, piccolo spoiler: NO.

Saadi Gheddafi, infatti, oltre ad essere un calciatore professionista era anche presidente della federazione calcistica libica e capitano della nazionale libica, un po’ come se Gravina e Tavecchio facessero gli esterni di centrocampo nella nazionale italiana!

Ma non finisce qui, perchè il buon Saadi è anche responsabile dell’esonero di Franco Scoglio, ex allenatore proprio della nazionale libica. Dopo aver dichiarato che la formazione era frutto della sua analisi tecnica e non poteva e non doveva essere frutto del ricatto di un singolo, riceve una chiamata che lo manda a casa, col primo volo diretto.

Sampdoria, Saadi Gheddafi torna in libertà dopo 7 anni

Tutto qui? Magari.

Saadi sarebbe dovuto andare, originariamente, alla Triestina, ma la cosa fu resa impossibile dal fatto che all’epoca era azionista di Juventus, Roma e proprio la Triestina, tramite il Libyan Arab Foreign Investment Company e la Tamoil. Nuovamente, un po’ come se la coppia d’attacco della Juve fosse Dybala – Lapo. Fa ridere (ma anche riflettere) pensare che gli unici 13 minuti giocati da Gheddafi nel Perugia fossero proprio in Perugia – Juventus.

Poteva finire bene la sua avventura? Assolutamente no: dopo essere stato squalificato per tre mesi a causa di un controllo antidoping (era risultato positivo in un Perugia-Reggina dove era rimasto anche in panchina), si trasferì all’Udinese, prima e alla Sampdoria poi. Si attirò numerosissime polemiche e antipatie a causa del suo stile di vita mondano fuori dal campo. Soggiornava nel lussuoso Excelsior Palace di Rapallo dove lascia anche un grande buco dopo che il padre gli aveva bloccato le carte di credito in seguito al suo rifiuto a tornare in patria. Il Tribunale di Chiavari nel 2011 lo condannerà a risarcire 360.000 euro all’hotel più le spese legali e l’anno seguente la Guardia di Finanza metterà sotto sequestro il suo suv cadillac fermo da anni nel parcheggio dell’hotel nell’ambito della seconda tranche di sequestri dei beni riconducibili al padre dopo la rogatoria internazionale emanata dal Tribunale dell’Aja per risarcire le vittime del regime; al 2021 l’auto è di proprietà dell’Excelsior dopo che sono stati tolti i sigilli.

Ex azionista Juve, giocatore del Perugia: sprigionato Al Saadi Gheddafi |  ilbianconero.com

Ma non è ancora finita, perchè nel 2011 viene diffusa la notizia della sua cattura durante gli scontri in Libia, notizia poi rivelatasi infondata in quanto aveva trovato asilo in Niger. A questo si aggiunge un mandato di cattura dell’Interpol per appropriazione indebita con l’uso della forza e intimidazione armata quando guidava la Federcalcio libica. Una volta catturato è stato estradato in Libia il 6 marzo 2014 e detenuto presso il carcere di Tripoli. Nel maggio del 2015 è stato processato per omicidio, accusato di aver ucciso nel 2006 il calciatore libico Bashir al-Riani.

Ma perchè abbiamo parlato di Gheddafi oggi? Beh, molto semplice, a quanto pare è stato scarcerato, dopo 7 anni di prigione ed è per questo, che oggi, abbiamo aperto il vaso di pandora e tirato fuori le mirabolanti avventure del più famoso calciatore libico della sua storia.

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