Da fattorino alla Champions: l’incredibile storia di Junior Messias

A cura di Francesco Iervolino

3 Set, 2021

La storia di un ragazzo dalla faccia pulita che ha iniziato a dare i suoi primi calci al pallone nei quartieri di Ipatinga, per poi cercare fortuna in Italia insieme a suo fratello, con lo scopo di cambiare la sua vita definitivamente. Lavora come fattorino di elettrodomestici, scarica frigoferi e televisori spaccandosi la schiena senza aver nemmeno più lo svago di veder rimbalzare quella palla. Ma tutto ciò dura davvero poco. Inizia a giocare in una squadra della comunità peruviana e in una partita contro i rifugiati il suo talento viene apprezzato. Messias gioca prima in eccellenza e in Serie D, poi in B con il Crotone e ora la chance con il Milan a 30 anni compiuti. Per dimostrare a tutti che d’altronde non è mai tardi per realizzare un sogno se ci credi davvero.

“ABBI FEDE, JUNIOR”

Sicuramente il giovane Messias ha dovuto affrontare tante delusioni e sciagure ma è come se la sua devozione in Dio non lo avesse mai lasciato solo. Proprio come in quel giorno in cui Junior, fatto il carico di alcool dal matrimonio del fratello, si imbatte in un incidente mortale ma rimane completamente indenne. Sembrava proprio che Dio in quel momento volesse dargli un’altra chance dopo quella opaca parentesi nelle giovanili del Cruzeiro. E cosi’ fu.

Decide quindi di cambiare vita e venire in Italia. Prova a farsi vedere per trovare una squadra, ma non lo considerano pronto nemmeno per disputare il campionato di Serie D. A questo punto il sogno sembrava quasi svanire e accetta di buon grado un lavoro da fattorino per guadagnarsi dei soldi, però l’idea di abbandonare totalmente il calcio non entusiasmava il giovane Junior. Gioca quindi nella UISP di Torino, calcio amatoriale, fin quando non viene avvistato da Ezio Rossi che rimane sbalordito dal tocco di palla di questo estroso brasiliano. Dio gli ha donato un talento cosi’ grande che non notarlo sarebbe stato fuori di testa. E allora viene ingaggiato dal Casale in eccellenza di cui ne fa immediatamente le fortune: 21 gol in 32 partite giocate. Stavolta l’occasione non se l’è fatta scappare e l’anno dopo ha stupito anche al Chieri e ancora dopo al Gozzano, che grazie a lui ha raggiunto la promozione prima e poi la salvezza in serie C.

La sua caparbietà, la sua umiltà e il suo talento sono impagabili. Anche nei momenti più difficili Messias ha sempre avuto fede e ha lavorato su sè stesso costantemente raggiungendo risultati insperati. Ma ora non ci si può più porre limiti.

L’avventura a Crotone e l’esordio in A

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Dopo interessamenti di varie squadre, il Crotone si aggiudica Messias che cosi’ compie un altro salto di categoria. A 28 anni, non proprio giovanissimo. Per di più inizialmente non riesce nemmeno ad imporsi, il suo calvario per il primo gol dura 5 mesi. Quasi un girone intero. Quel 29 dicembre 2019 contro il Trapani arriva un cross al centro che pesca Junior, colpisce di testa e la palla si infila all’angolino. Un gol inseguito da tempo, quasi una maledizione. Il brasiliano inizia a correre e alza le mani al cielo come a invocare di nuovo Dio, ringraziandolo per averlo salvato dall’incidente e dalla miseria. Quella rete sarà solo la prima di altre 5 che saranno decisive ai fini della seconda promozione in Serie A del Crotone, di cui ormai è diventato una certezza. E lo conferma anche in massima serie, dove Messias è sempre fra i più positivi dei suoi, incanta anche contro gli avversari più forti e dimostra di valere a pieno la categoria. Basta capire come parlano di lui anche i suoi ex-allenatori, prima Stroppa:

 «Ha una capacità di stare in campo come pochi. Salta l’uomo sempre, nel breve e a campo aperto. È generoso, rincorre, ha resistenza. E vede la porta. Per me non ha limiti.»

E poi Cosmi:

«La sua forza vera? Quel mancino incredibile e la capacità di correre palla al piede. E’ un giocatore che si esprime benissimo in fase offensiva ma ha anche la qualità di rincorrere l’avversario.»

Purtroppo non va tutto rosa e fiori e il suo Crotone retrocede ma come si dice, tutti i mali non vengono per nuocere no?

Un sogno che si avvera

Nonostante abbia raggiunto ottimi livelli professionistici, Junior è un ragazzo con la testa sulle spalle, un ragazzo che vive la vita nella sua semplicità. Come mostra anche sui social, gli basta stare con i suoi figli e non smette mai di ricordare le sue origini ringraziando ogni giorno Dio. Non gli interessa nè lo sfarzo nè le macchine e tutto ciò che riguarda la mondanità.

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Mancano poche ore alla fine del mercato e si accinge a incominciare la sua terza stagione con la maglia del Crotone. Tutto a un tratto però cambia tutto. Il Milan si fa vivo alla dirigenza dei calabresi e chiede Junior Messias. La squadra dove hanno giocato tutti i più grandi brasiliani: Ronaldinho, Kaka, Cafu, Serginho e molti altri. Una tra le squadre più titolate al mondo, ammirata da tutti. E ora Junior non è solo uno spettatore, ma protagonista. Pensare che soli 6 anni fa giocava nei tornei UISP di Torino fino ad arrivare qui non ci si crede. A sentire la musichetta della Champions negli stadi più importanti del mondo. Un sogno che si avvera per quel ragazzino che per pochi spicci lavorava come fattorino ma non ha mai abbandonato anche solo per divertimento il pallone. La ciliegina sulla torta di una storia meravigliosa.

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