Il centrocampista che ha stregato la Serie A: Frank Andrè Zambo Anguissa

A cura di Francesco Iervolino

8 Ott, 2021

Arrivato in sordina per un prestito oneroso da 400 mila euro, è stato il secondo e ultimo acquisto del Napoli di quest’estate. L’idea iniziale del suo utilizzo era quella di un semplice sostituto di Demme, incappato in un brutto infortunio, ma Frank Anguissa ha subito conquistato tutti e dopo sole 7 partite è già un elemento imprescindibile per Spalletti. Nonostante si sia confrontato nei maggiori campionati europei come Liga, Ligue 1 e Premier League non si aveva molta conoscenza di lui. Ma rapportato a ciò, l’impatto avuto nel campionato italiano è stato a dir poco devastante. Talmente devastante che lo stesso ds del Napoli che lo ha voluto, Cristiano Giuntoli, ha esclamato: “Ha sorpreso anche me.”

DA SUBITO DOMINANTE

Anguissa dopo pochissimi giorni dal suo arrivo, è stato immediatamente schierato titolare in una partita non facile contro la Juventus. E ha dato l’impressione di essere un veterano della Serie A, come se da anni giocasse nel Napoli. È apparso un giocatore completo per molti aspetti, fisico possente e altezza di 185 cm abbinato a ottima tecnica e una grande intelligenza tattica. Molto bravo nel posizionamento in campo e anche grazie alla sua resistenza sembra essere dappertutto, su qualsiasi pallone. Come confermano anche i dati raccolti dalla Serie A infatti Anguissa ha percorso la media di 11.367 km a partita per 469 minuti giocati, la 3ª media più alta nel campionato.

In azione contro la Juve

Ma il camerunense è anche qualità oltre che quantità. Ha incantato oltretutto la sua calma olimpica con cui gioca ogni pallone e di come riesce a liberarsene: media di 60 passaggi a partita con 93% di precisione registrata fin qui. E se non c’è spazio per il passaggio? Semplice, va in dribbling. Nonostante la sua stazza che può ingannare, è un gran dribblatore. Mette a segno la media di 2.4 dribbling a partita e regala anche delle giocate sopraffine con una semplicità fuori dal comune. Insomma, ormai la sua completezza sembra essere indispensabile per questo Napoli.

ANGUISSA, COME IL CACIO SUI MACCHERONI

Oppure come un vestito cucito su misura, come preferite. Fatto sta che Frank si è calato alla perfezione nell’ambiente Napoli e nel sistema tattico di Luciano Spalletti dove ricopre un ruolo fondamentale. E sembra aver dato una marcia in più agli azzurri sotto tutti i punti di vista. L’ex Marsiglia ha colmato delle caratteristiche fisiche mancanti nel centrocampo del Napoli e anche atleticamente fa un lavoro eccezionale. Ciò permette al suo compagno di reparto Fabian Ruiz di essere ancora più di libero di gestire palla oppure addirittura inserirsi per arrivare al tiro con tranquillità.

E così Frank Anguissa ha regalato un equilibrio perfetto o quasi nel 4231 spallettiano. Come dimostrano anche i numeri del Napoli in Serie A: 18 gol fatti e 3 subiti. Eppure pensare che l’anno scorso è retrocesso con il Fulham in Championship ed attualmente è tra i migliori centrocampisti della Serie A. Questo evidenzia il ritmo e l’intensità altissima del calcio inglese che non ha sofferto ma anzi lo ha aiutato ad emergere in maniera così esponenziale nel nostro calcio. Basti pensare solo che ha tenuto la media di 5 dribbling a partita (3°in Premier League) sotto solo a funamboli di mestiere come Adama Traorè e Allan Saint-Maximin, lui che di ruolo fa il mediano.

UN ACQUISTO CHE RIEVOCA RICORDI…

Figurina Panini di Ciccio Romano

Se sono arrivate 7 vittorie su 7 in questo campionato è sicuramente anche merito di Frank Anguissa. E soprattutto a livello di gioco il Napoli sembra aver fatto con lui un passo avanti. Di questo se ne sono accorti tanti addetti ai lavori che girano nell’orbita Napoli da ormai tanti anni, che hanno vissuto la squadra azzurra nei momenti migliori della sua storia. E la mente e i ricordi sono arrivati fino al primo scudetto conquistato dal Napoli, nella stagione 86/87. Lì ci fu un momento cruciale: nell’Ottobre 1986 fu acquistato il centrocampista Francesco Romano, l’ultimo tassello della squadra di Diego Maradona. Il pezzo mancante del puzzle, che ha portato equilibrio e ordine in mezzo al campo tale da tagliare un traguardo mai visto nella storia dei partenopei. Quindi così sembrano esserci tante analogie con quello che sta dando Anguissa al Napoli attuale. Ma l’obiettivo principale è il raggiungimento della Champions ed è ancora presto per parlare di scudetto in città.

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