Khabib: storia di un uomo imbattibile

A cura di Luigi Lauri

27 Mar, 2021

Dopo aver calcato i ring della UFC per 8 anni Khabib Nurmagomedov lascia per sempre il circuito. Il lottatore daghestano aveva annunciato il ritiro ufficiosamente alcuni mesi fa ma il patron UFC Dana White ci aveva fatto sperare in un ripensamento. Il 18 marzo ’21 è arrivata però l’ufficialità del ritiro di The Eagle a soli 33 anni. Lascia l’UFC da imbattuto con uno score che dice 29-0 il che lo rende per molti il più grande lottatore della storia degli sport da combattimento.

La decisione è legata alla scomparsa del padre e allenatore, Abdulmanap, venuto a mancare lo scorso luglio a 57 anni dopo complicazioni dovute al Covid ’19.

Khabib dedica la vittoria al padre scomparso

Le origini

The Eagle inizia ad allenarsi nella palestra di suo padre all’età di 6 anni, il rapporto col padre è da sempre molto forte. Decorato atleta e veterano militare Abdulmanap insegna al figlio umiltà e rispetto, valori che Khabib non tradirà mai. Il padre segue la sua evoluzione e i suoi primi passi nella lotta, famosissimo è il video in cui si vede un piccolissimo Khabib che si allena a soli 9 anni lottando con un orso.
Raccontando quest’episodio, con comicità, afferma di aver detto al padre “Quest’orso ha provato a mordermi” e la risposta fu “Mordilo anche tu”.

Dai 12 anni si allena nel wrestling, dai 15 nel judo e dai 17 nel Sambo, arte marziale russa che mischia tecniche di lotta libera, judo e jujutsu.
Inizia così la carriera in MMA che vede Khabib infilare una serie di vittorie impressionanti, tra il 2008 e il 2011 infatti colleziona 16 vittorie su 16 incontri disputati facendogli guadagnare un posto in UFC, nell’olimpo delle arti marziali miste. L’approdo al circuito più importante che ci sia ha però anche degli effetti negativi sulla sua vita. Khabib è costretto a partire per gli USA e a cambiare allenatore dal momento che al padre non viene riconosciuto il visto per entrare in America. Un duro colpo per il lottatore daghestano che non potrà mai esibirsi davanti al padre prima dell’incontro per la difesa del titolo contro Dustin Poirier nel 2019 ad Abu Dhabi.
Il suo primo incontro in UFC non poteva che terminare con una vittoria del daghestano per sottomissione, suo marchio di fabbrica.
Tra il 2012 e il 2014 incrementa il suo score arrivando a segnare 22-0 battendo avversari e record con una facilità disarmante che portano Dana White a dire in un intervista “I love this kid” riferendosi proprio al giovane Khabib.
La sua ascesa viene però rallentata da un infortunio al ginocchio che lo tiene lontano dall’ottagono per 2 anni, periodo in cui si afferma un’altra leggenda della lotta che combatte nella sua stessa categoria, Conor McGregor.

Lightweight Champion


Al suo ritorno nel 2016 inizia quindi il suo percorso verso la cintura dei Lightweight Championship che vincerà il 7 aprile 2018 contro Al Iaquinta nella sua 26ª vittoria consecutiva. Nello stesso anno esplode la faida con McGregor che vede i due scambiarsi per mesi forti accuse e minacce durante varie conferenze stampa. Più volte McGregor ha definito il daghestano di essere un traditore della patria, reo di “screditare il suo presidente Vladimir Putin”. Khabib rispondeva chiamandolo ripetutamente “Un pollo che cede” ricordando le sconfitte subite dall’irlandese proprio per sottomissione. L’accusa di essere un “pollo” ha scatenato numerose polemiche. La scelta della parola infatti non è a caso, Khabib si riferiva probabilmente all’accezione russa del termine che si ricollega a violenze sessuali subite nelle carceri russe, dove i violentati sono chiamati “polli”.
Questa frase genera un escalation di violenza e infiamma ulteriormente il dualismo tra i due campioni. Prima di un main event dove erano presenti sia Khabib che un membro del team di McGregor è proprio la parola “pollo” a causare una lite. Artem Lobov, vicino al lottatore irlandese, definisce “kурица” il campione dei pesi leggeri. Un’offesa che Khabib non può tollerare. A questo punto gli animi si surriscaldano e scoppia un litigio che McGregor decide di affrontare di persona volando da Dublino a New York. Arrivato al Barclays Center l’irlandese assalta il pullman, azione che gli costerà l’arresto.

L’assalto al pullman di McGregor è qualcosa di mai visto prima
Press conference pre match


La faida si conclude nell’ottobre dello stesso anno nel primo incontro in cui Khabib deve difendere il proprio titolo che viene ricordato tanto per la vittoria di The Eagle proprio per sottomissione quanto per la brutta rissa avvenuta a fine incontro dentro e fuori la gabbia tra i due lottatori e le rispettive squadre.
Dopo questi avvenimenti vedremo combattere il daghestano in altre due occasioni per la difesa del titolo contro Dustin Poirier nel 2019 e Justin Gaethje nel 2020, entrambi sconfitti per sottomissione e proprio alla fine di quest’ultimo incontro Khabib annuncia il desiderio di ritirarsi, spiegando nell’intervista dello scorso 18 marzo di aver maturato la decisione per non causare altro dolore alla madre affermando: “sento che ad ogni incontro e ad ogni train camp tolgo anni dalla vita di mia madre”.
Lascia così il circuito da detentore del titolo Lightweight Champions con l’incredibile record di 29 vittorie su 29 incontri disputati (8 per ko, 11 per sottomissione, 10 ai punti).

Un uomo destinato probabilmente a rimanere il migliore di tutti.

Iscriviti alla nostra newsletter

Il podcast


© Controcalcio. All rights reserved. Trained and developed by SpritzLabs.