Lo strano caso di Ciro Immobile: bello con la Lazio, incompiuto in azzurro

A cura di Giovanni Ammaturo

7 Set, 2021

La finestra per le nazionali più odiata da tutti i tifosi, quella che cade in settembre interrompendo il campionato appena cominciato, ha portato con sé due scomodi pareggi per l’Italia di Mancini. Due risultati che sono stati conseguenze di due partite molto simili in cui l’Italia conduceva, ma senza riuscire a segnare. Contro Bulgaria e Svizzera sono arrivati 37 tiri, che hanno portato però ad un solo gol in due partite. Media, stampa e opinione pubblica hanno allora rispolverato le vecchie critiche che venivano mosse a questa nazionale: quella di essere poco cinica, sprecona, imprecisa e di non poter contare su attaccanti di livello. Più di tutti sul banco degli imputati ci è tornato Ciro Immobile. Il digiuno dell’Italia è anche il suo.

Un percorso alternato

Che Immobile sia uno degli attaccanti più iconici dell’ultimo decennio di calcio italiano non è certamente una novità. Dall’anno da sogno con il Pescara di Zeman, passando per il titolo di capocannoniere con il Torino fino alla scarpa d’oro e al record di gol in una stagione di Serie A con la Lazio, Ciro Immobile si è guadagnato col sudore ogni cosa che ha conquistato. Ovunque sia andato il numero 17 napoletano ha sempre incantato e fatto gol. Con le sole eccezioni delle esperienze in Nazionale e all’estero con Borussia Dortmund e Siviglia.

Nella capitale ormai da sei stagioni Immobile è diventato il miglior marcatore biancoceleste di tutti i tempi con 154 reti segnate in appena 220 presenze, superando una leggenda come Silvio Piola. Nello stesso lasso di tempo con l’Italia di Conte prima, e Ventura e Mancini poi, ha totalizzato solo 15 reti in 55 partite. Una differenza vistosissima.

Ciro Immobile con la fascia di capitano della Lazio al braccio

Le differenze tra club e Nazionale per Immobile

Ciro Immobile è un attaccante potente e veloce, famelico in area di rigore e molto furbo quando si tratta di smarcarsi dalle grinfie dei difensori avversari. Nelle sue annate d’oro ha sempre trovato allenatori che puntavano tutto su queste caratteristiche. Al Pescara Ciro poteva contare su un sistema di gioco ultra verticale, che puntava sempre agli spazi alle spalle degli avversari. Al Torino, con Ventura, ha trovato un gioco più codificato e meccanico, ma comunque verticale, che con pochi passaggi conduceva l’attaccante scuola Juventus davanti al portiere. Anche Simone Inzaghi alla Lazio aveva costruito tutto sulle caratteristiche del suo centravanti. I biancocelesti costruivano dal basso con una squadra molto corta e attiravano spesso la pressione avversaria per poi allungarsi nello spazio con velocisti come Immobile, Lazzari o Correa. Non sembra aver fatto differenze l’arrivo di Sarri, col quale Ciro ha siglato già 4 gol in 2 partite.

In questo gol al derby di coppa Italia nel 2017 ci sono tutte le caratteristiche di Immobile: si smarca, attacca lo spazio, tiene in velocità, trafigge il portiere.

L’eccezionale inizio di campionato di Immobile unito all’esaltazione per il trionfo europeo avrebbero potuto spingere Immobile a far benissimo anche in questa parentesi azzurra. Ma così non è stato. In nazionale il contesto tattico è totalmente diverso. Mancini ha costruito un’Italia tecnica e piccolina e l’ha portata al successo. Una squadra che invade la metà campo avversaria praticamente con tutti i giocatori di movimento e gioca in spazi strettissimi grazie a combinazioni rapide. Gli spazi stretti e l’assenza di campo alle spalle dei difensori avversari (che vengono sistematicamente schiacciati nella loro area dall’Italia) soffocano la verve offensiva dell’attaccante napoletano.

Una questione personale

A guardare bene il primo tempo di Svizzera-Italia o il secondo tempo di Lituania-Italia risulta evidente che il problema di Immobile con la nazionale sia mentale prima che tecnico o tattico. Quando veste l’azzurro l’ex scarpa d’oro dà l’idea di essere molto più sotto pressione. Sbaglia gol facili o esecuzioni tecniche alla portata. Mancini lo segue come un’ombra e non perde mai occasione per richiamarlo o rincuorarlo. Più volte anche durante l’Europeo il CT ha speso parole di conforto per Ciro. Dopo la partita col Belgio ripeté che sono spesso gli uomini più criticati a decidere i grandi tornei, ma lo sprono non servì a Immobile. Nella conferenza stampa pre-Bulgaria Mancini ha di nuovo invitato il suo bomber a rimanere tranquillo e ad essere paziente.

L’Italia fatica a far gol ed è tempo che Immobile riesca a sbloccarsi e diventare il bomber di cui questa Nazionale forte e vincente ha gran bisogno.

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