Racconto di due città

A cura di Angelo Carbone

2 Ott, 2021

New York e Los Angeles sono le prime due città che vengono in mente quando si parla di America, sono sulle coste opposte, con climi opposti e con mentalità opposte. Quest’estate però, la grande mela e la città degli angeli hanno qualcosa in comune: stanno collezionando grossi nomi NBA.

Attenzione, non ho detto “Star” NBA, perché se nel 2021 Carmelo Anthony e Lamarcus Aldridge possono essere ancora considerate star è tutto da scoprire. Ma iniziamo dalle basi, o meglio, iniziamo dalla fine: dove abbiamo lasciato le due franchigie alla fine della scorsa stagione. Los Angeles è apparsa ben lontana dall’essere una contendente, anche complice l’assenza di Davis, ma comunque mai una macchina da guerra anche a stagione in corso. Discorso opposto per i Nets, il superteam dei superteam, che però alla fine è caduta vittima di Giannis e (soprattutto) degli infortuni.

Ora, due squadre con alle spalle stagioni così diverse, non dovrebbero mai avere in mente la stessa strategia di mercato… eppure è stato così! I Nets, che ricordiamo, già contano in squadra Irving, Durant, Harden e Griffin hanno aggiunto Aldrige, Mills e Millsap. Se per Mills, si tratta di una mossa notevole e dal grande senso tattico, quelle per Aldridge e Millsap sembrano più delle mosse da allenatore impazzito su NBA 2k che decide di allungare la rotazione con i nomi più altisonanti che può trovare.

A questo punto della loro carriera, Aldrige e Millsap operano al meglio come 5, ruolo dove i Nets hanno perso il titolare DeAndre Jordan (su di lui a breve) e che quindi aveva uno spot aperto. La cosa che fa storcere il naso, sono le caratteristiche dei due giocatori presi. Lamarcus rientra dopo essersi dovuto fermare per un grave problema di coaguli di sangue. Nell’ultimo periodo a Portland prima dello stop, rimaneva un ottimo operatore offensivo, con percentuali in crescita anche da 3 (36% su 3.6 tiri per partita) ma abbastanza in calo come rimbalzista e difensore. Millsap è reduce da una stagione in cui il suo ruolo per i Nuggets era diminuito molto (20.8 minuti per partita) ma resta comunque un meraviglioso giocatore quando impiegato nel giusto matchup.

Il problema per i Nets resta quindi la copertura del ruolo del 5, visto che oltre ai due maturi campioni già citati, a disposizione c’è Okafor (in post potrebbe dare lezioni a chiunque, in difesa è completamente e costantemente disattento) e Sharpe, rookie da North Carolina. Insomma, Brooklyn scommette tanto sull’attacco ed ha forse il lusso di farlo, visto il resto della rosa.

Passiamo però quindi all’altra città di cui parlavamo, e quindi ai Lakers. Anche qui strategia molto coraggiosa, anche qui tante ex-star reclutate, piccola differenza: i problemi dei Lakers non sono così nascondibli come quelli dei Nets. Al momento il roster dei Lakers include (e si regge) su Carmelo Anthony, il già citato DeAndre Jordan, Rondo, Ariza e Dwight Howard. Questi giocatori dovranno sostenere il grosso dei minuti per una squadra che ha come star LeBron, sempre integro fisicamente ma sempre molto avanti anche lui negli anni, e Anthony Davis, non molto avanti negli anni ma mai integro fisicamente.

In questo sistema, si inserisce Russell Westbrook, un giocatore dalla personalità più ingombrante del numero di triple doppie che registra in un anno. La scelta di reclutare solo giocatori con un passato eccellente è la più grande scommessa della carriera di LeBron, l’estremizzazione di “LeGM” come piace chiamarlo agli americani. Potrebbe però essere anche l’unica risposta ai nuovi Brooklyn Nets.

Per quanto folle, l’unica squadra con il carico di talento, almeno “teorico”, per tenere testa all’ex team di Jay-Z è proprio Los Angeles. In regular season sicuramente non ci sarà confronto, la benzina non è abbastanza per vedere LAL al massimo in una partita random di Febbraio, ma ai playoff cambia tutto. E chi può dire che in una serie Melo non possa tornare quello di 10 anni fa? O che Jordan non riesca a tirar giù qualsiasi mezza palla volante? Stiamo parlando di esperimenti assurdi e irreplicabili, per cui non ci sono precedenti a cui far riferimento.

Quello che è certo è che le città su cui tenere gli occhi saranno New York e Los Angeles, anche se alla fine, lo sono sempre state comunque. 

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