Rosas tagliato, tempo di sbocciare per Minnesota

A cura di Angelo Carbone

2 Ott, 2021

Minnesota ha una grande e gloriosa storia di Ali Grandi, forse la più consistente dell’ultimo ventennio: Garnett prima, Love poi, Towns ora. Peccato che nello stesso periodo i Timberwolves abbiano anche collezionato una delle peggiori sequenze di GM della storia recente della lega: prima David Khan, l’uomo che ha draftato Rubio (ok) e Flynn (male male) sopra Curry e De Rozan, poi Saunders, incapace di costruire un roster semi-decente attorno a Kevin Love nel prime, poi Thibodeau col fiasco Butler e i 4 mesi scarsi di regno di Layden. Da poco si è chiuso l’ultimo atto di questa non memorabile dinastia: Gersson Rosas è stato esonerato come direttore delle basketball operation.

Che Rosas sarebbe uscito in un futuro non così lontano era prevedibile, d’altronde i Wolves sotto il suo comando hanno uno score di 42-94, non sono sembrati muoversi verso una direzione particolarmente positiva e, soprattutto, la squadra ha da poco cambiato proprietà. Il tempismo con cui è avvenuta la scelta però è sorprendente: i training camp sono alle porte, la stagione è dietro l’angolo ed un nuovo GM dovrà essenzialmente gestire un roster costruito da qualcun altro. Le motivazioni però sono forse ancora più mirabolanti: l’esonero non è dovuto (solo) a motivazioni tecniche, ma ad un affair che il buon Gersson, (in)felicemente sposato, intrallazzava con un membro della franchigia di Minneapolis. Insomma, una brutta storia di…

Fatto sta che arriva così l’ennesimo shock per una squadra che è giunta all’anno 7 dell’era di Karl Antony Towns. Il che vuol anche dire che restano ancora 3 anni prima che il centro da Kentucky diventi libero di scegliere dove portare il proprio talento. 3 anni non sono di certo pochi, ma data la storia dei Wolves, non sono neanche così tanti. Giunti a questo punto, è obbligatorio per la franchigia raggiungere i playoff già dalla prossima stagione, un obiettivo di certo non banale visto il livello della conference e il fatto che ci sia veramente poco da cui ripartire.

L’unica cosa certa è che Minnesota dovrà essere una squadra offensiva: come produzione il team è stato eccellente quando Towns ed Edwards hanno condiviso il campo, con uno score di 120.9 punti per 100 possessi, superiore ad esempio a quello registrato dai Nets. Al di la delle statistiche, viene facile capire come l’attacco dovrà tenere a galla la squadra: Towns, di sicuro uno dei centri offensivamente più completi della storia della lega, non difende ed a questo punto non inizierà mai. Stesso si può dire per Russell e Beasley, gli altri componenti principali della rotazione. L’aggiunta estiva di Pat Beverley aiuterà in tal senso, danno supporto ad Okogie e McDaniels, gli unici altri difensori accettabili in roster.

Parte così la nuova stagione dei Minnesota Timberwolves, una stagione in cui Chris Finch dovrà trarre il meglio (e anche qualcosa in più) da questa squadra. In caso contrario, anche lui dovrà seguire la strada di Rosas (senza il piacevole trascorso precedente) e Towns inizierà a guardare sul serio altrove. In Minnesota la pressione è al massimo ed i precedenti non lasciano sperare bene: d’altronde, come si suol dire, il lupo perde il pelo ma non il vizio.

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